Una volta un ragazzo che conosco scrisse a grandi linee sul suo blog:
"Le donne, in generale, riescono a risollevarsi dagli impatti della vita in maniera più dignitosa e più velocemente".
Non che mettesse in discussione il fatto che anche le donne soffrano o s'immergano in enormi buchi di sofferenza e disperazione.. Ma faceva riferimento ad una misteriosa forza vitale che le aiuta a risollevarsi ed ad indossare, cito testualmente,
"la proverbiale gonna a fiori che urla al mondo... Guardatemi, sono nata... Di nuovo."
Essenzialmente? Credo abbia ragione. Non è la solita, squallida, noiosa questione del confronto uomo/donna.. Ma la patetica, triste asserzione di un uomo, il quale osserva con invidia e forse struggente malinconia, librarsi in volo la donna che forse ha tanto agognato, la stessa donna che probabilmente lo ha massacrato per poi stenderlo al tappeto al quale lui dichiara le sue memorie.
Perchè patetica? Forse perchè da un uomo vorrei aspettarmi di più... Vorrei che capisse che il dolore veste mille maschere, anche quella dell'indifferenza.. Che molte donne si rialzano non perchè non soffrano più, ma perchè devono, spinte da un mondo anche pronto a divorarle..
Quanti molteplici ruoli riveste una donna? Quanto tempo può davvero dedicare a se stessa ed al suo dolore, se non fosse per quell'intima natura di crocerossina che spesso avvolge le menti di molte di noi e ci spinge ad essere madri degli altri, sempre, costantemente, tranne che madri di noi stesse?
Oggi al lavoro assisto all'ennesima scena buffa e ridicola del ragazzo che si fa male e piagnucola come un bambino davanti alla sua fidanzata..Ed alla domanda: "Quando ha eseguito l'ultima antitetanica?", sbarra gli occhi, il vuoto domina la sua mente... Non lo sa. Volta lo sguardo speranzoso verso la sua compagna che da brava grilla parlante risponde al posto suo, con precisione matematica..
Ricordo un ex fidanzato di 25 anni.. Volevo regalargli un paio di boxer spiritosi ma non sapevo la taglia.. Mi rassegno e gliela chiedo. Al che lui mi risponde: "Chiedilo a mia madre che è lei che mi compra le mutande". Non sapevo davvero se ridere o piangere anche se poi alla fine ho preferito riderne..
Questa è una visione della situazione attuale, signori.. Non a caso le canzoni più romantiche e struggenti le scrivono i maschietti. Essi da sempre ci catalogano come romantiche, piagnucolose, fragili... Per poi, una volta soli, descriverci come persone leggere, menefreghiste, pronte a spiccare il volo verso nuovi lidi.
Cari signori uomini.. Ingoiate un po' delle care lacrime che amate tanto, mollate il ruolo della vittima per un attimo e provate a togliervi di dosso il girello che le vostri madri vi hanno piazzato... Correrete verso nuova vita più rapidi di Forrest Gump.

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